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Rifugio Sebastiani

Il Racconto - Approfondimenti - Consigli

Approfondimenti

In questa pagina abbiamo voluto riportare una serie di informazioni e di documenti inerenti il Rifugio Sebastiani. Flora, fauna, cenni storici, itinerari e tanto altro per saperne sempre qualcosa in più.

Collegamenti

Sito Ufficiale Rifugio Vincenzo Sebastiani
Sito Ufficiale Campo Felice
Parks.it - Parco Naturale Regionale Sirente-Velino
Parco Naturale Regionale Sirente - Velino
Wikipedia - Parco regionale naturale del Sirente - Velino

Il Territorio

Il territorio del Parco Regionale Sirente Velino, di cui fa parte il Rifugio Sebastiani, si contraddistingue per accogliere diversi tipi di ambienti, da quello montano a quello di media montagna e da quello collinare a quello fluviale oscillando l'altitudine dai 2.400 metri ai 600 metri.
Morfologicamente, il territorio si presenta suddiviso in tre grandi zone ciascuna caratterizzata da particolari aspetti:
La Valle dell'Aterno e la Valle Subequana, dove la fa da padrone il fiume Aterno che scorre tra pareti rocciose, è caratterizzata da una straordinaria presenza di beni storici, artistici, architettonici e archeologici. Il paesaggio fluviale, che a tratti si sovrappone a quello agricolo, è contraddistinto da boschi di pioppi neri e salici.
L'Altopiano delle Rocche, di origine carsica, testimonia la presenza di antichi ghiacciai. Sono presenti in questa zona boschi di faggio con pascoli e prati che a primavera si colorano di fiori di narciso. Pareti verticali, imponenti e dolomitiche, connotano i profondi canaloni che solcano il Monte Sirente.
La Marsica Settentrionale è desolata e brulla con frequenti affioramenti rocciosi. Il territorio è solcato da profonde incisioni di origine glaciale, come le Gole di Celano, la Val di Teve e la Valle Majelama, che custodiscono immutati luoghi impervi e segreti, ricchi di specie floristiche rare ed endemiche.

Storia: Vincenzo Sebastiani (1885-1917)

Le Prime Imprese Alpinistiche
Nato a Roma il 26 ottobre 1885 da Ettore e Gaetana Manari, Vincenzo Sebastiani, fin da tenera età, era appassionato a tutte le attività sportive, preferendole a qualsiasi altro passatempo. Durante il periodo universitario riuscì a coniugare lo studio ingegneristico, con ottimi risultati, ad un rilevante impegno sportivo e sociale.
Valido nuotatore e ciclista pluripremiato, era un motociclista esperto ed utilizzava le ore libere per istruttivi e dilettevoli viaggi in moto, soprattutto verso l’Abruzzo, regione che amava particolarmente per gli ambienti ancora selvaggi, la natura incontaminata e, soprattutto, per le montagne.
 Era infatti, la montagna, la sua più grande passione. "Egli soleva dire che sulle alte cime dei monti i pensieri divenivano più puri, più spirituali". Fu consigliere del "Club Alpino Vincenzo SebastianiItaliano" e attraverso l’associazione "S.U.C.A.I." (Studenti Universitari del CAI) fu autore di mirabili scalate su alcune delle maggiori cime della catena alpina. Sempre sulle Alpi, in Val d’Aosta, fu autore, insieme ad altri due giovani studenti, di una mirabile impresa, riuscendo a recuperare, passando per una via mai esplorata prima, gli oggetti e i reperti personali appartenuti ai giovani fratelli Segato, alpinisti e figli di un generale dell’esercito, precipitati, nel corso di un escursione, dalla cima del Monte Grivola.
Nel 1906, ricevuto in dono gli allora quasi sconosciuti "Ski" iniziò ad esercitarsi in questa nuova disciplina sportiva presso i campi di neve dell’Abruzzo. Laureatosi in Ingegneria Civile nella "Regia Scuola di Applicazione di Roma" nel 1910, Sebastiani condusse diversi lavori, tra i quali la costruzione della conduttura d’acqua potabile di Amatrice, il risanamento igienico della città di Leonessa, la costruzione, sempre in questa città, della centrale elettrica che illuminò la località e i suoi dintorni.
Il 5 agosto del 1914 venne assunto, con la qualifica di sottocomandante, al Corpo dei Vigili del Fuoco di Roma, dove si distinse fin da subito per la professionalità e le doti fisiche e atletiche.
Il Terremoto Della Marsica
Il 13 gennaio 1915 una fortissima scossa di terremoto distrusse Avezzano e molti paesi della Marsica. Il Sebastiani, quel giorno, si trovava a Leonessa, e intuì che da Roma sarebbero state inviate delle squadre per coordinare e partecipare ai soccorsi.
Cercò fin da subito di rientrare in Roma, ma la situazione dei trasporti, causa lo sgomento generale, fu subito molto precaria e non riuscì a partire. Il Sebastiani non si perdette d’animo, e anche in questo caso, per raggiungere la stazione ferroviaria più vicina, si gettò in un’impresa ardita. Indossò le sue scarpe da alpino, le armò degli "ski", e giù di corsa "skiando" per le pendici del Terminillo, fino ad arrivare nei pressi della ferrovia dove riuscì a salire su un treno tra Cittaducale e Rieti, e raggiunse Roma.
Anche in questo frangente Vincenzo Sebastiani si distinse fin da subito per l’eccezionale professionalità, ed ebbe il ruolo principale nel salvataggio di molte persone. Fu così che il Comune di Roma, il Governo del Re e la Fondazione Carnegie conferirono al Sebastiani la medaglia d’argento per gli atti eroici e i salvataggi compiuti.
Gli Anni Della Guerra 1915-18
Nel frattempo la Grande Guerra entrò in una delle sue fasi più cruente, coinvolgendo anche il nostro paese. Vincenzo Sebastiani, che s'era congedato sottotenente di complemento del Genio, fu richiamato alle armi nell'aprile del 1915. Venne aggregato ai Pompieri Militari della Seconda Armata. Il 14 agosto 1916 fu chiamato ad assumere il comando del Distaccamento dei Pompieri di Gorizia Italiana. Gorizia veniva bombardata ogni giorno, e i pompieri erano costretti ad operare sempre in condizioni molto rischiose. Il tiro nemico infatti si concentrava particolarmente sugli incendi, il fumo dei quali gli serviva da facile bersaglio. Vincenzo Sebastiani guidava le squadre dei pompieri egregiamente, sempre in prima linea, sotto il fuoco dell’artiglieria nemica.
Il 19 agosto del 1917, mentre era intento a coordinare le squadre di soccorso impegnate a spegnere un grave incendio sviluppatosi in un palazzo a seguito di un bombardamento, lo scoppio di una granata provocò delle gravissime ferite a Vincenzo Sebastiani.
Il 20 agosto, dopo un giorno di sofferenze, il Sebastiani spirò.
La commozione, per la perdita di un ufficiale amato e rispettato da tutti, fu grande. Gli venne immediatamente conferita la medaglia d’argento al valore, decretata dal Comando dell’Armata, con la seguente motivazione: "Restava gravemente ferito mentre con abituale coraggio dirigeva le operazioni di estinzione di un incendio, sul quale insisteva ancora il tiro di artiglieria avversaria. Appena superata gravissima operazione, con esemplare serenità si dichiarava contento di aver compiuto il proprio dovere. Gorizia, 19 agosto 1917".
Nel 1922 la sua salma verrà trasportata solennemente dal Cimitero di Cormons a Roma. In occasione di quell’evento, il comandante dei Pompieri di Gorizia, Riccardo Del Neri, tenne un discorso nel quale, tra l’altro, disse: "E' stato già comunicato che il Municipio di Gorizia provvederà a murare a sue spese nella Caserma Pompieri una lapide in memoria dell’eroico ufficiale, che altrettanto farà il Corpo dei Pompieri di Roma e che il Club Alpino intitolerà al Suo Nome il rifugio sul Velino".
Il 22 ottobre 1922, alla presenza del sindaco di Ovindoli e dei delegati del "CAI", ebbe luogo l’inaugurazione ufficiale del Rifugio "Vincenzo Sebastiani", sito in località Colletto di Pezza (AQ) a 2.102 m slm, sul complesso del Monte Velino.

La Flora

Il Parco Sirente Velino costituisce un bell'esempio di biodiversità floristica: 1.570 le specie sino ad oggi censite, raggruppate in 516 geni e 102 famiglie. Tra queste ce ne sono alcune estremamente rare come l'Astragalus Aquilanus presente unicamente in alcune aree montane abruzzesi e l'Adonis Distorta presente unicamente in alcune aree dell'Appennino centrale. Di rilevanza scientifica, la flora annovera specie mai segnalate prima sul massiccio del Velino come la Nigritella Widderi, l'Orchis Spitzelii e la Peonia Officinalis. Va ricordata anche la presenza di relitti della vegetazione di epoca glaciale come: la Saxifraga Marginata, il Ranunculus Brevifolius, l'Adoniele Curvata ed il Papavero Pireneo. Di notevole intensità la presenza di orchidee, narcisi, peonie e la viola eugeniae.
La numerosa biodiversità floristica è dovuta alla grande varietà di ambienti che caratterizzano il territorio, la varietà di esposizioni, alla morfologia movimentata del territorio, al forte gradiente altitudinale (dai 400-600 metri lungo la Valle dell'Aterno, alla quota massima di 2.486 metri). La vegetazione presente sulle pendici del Sirente è costituita in prevalenza da boschi di faggio lungo il versante nord che si estendono per circa 12 km. Altra pianta rara che costituisce un relitto glaciale è la Betulla, pianta nordica per eccellenza, presente sia nel Sirente che nel Velino.
Mentre a quote più basse, al di sotto dei 1500 mt, si trovano boschi misti di latifoglie con prevalenza di Roverella, Carpino Nero e diverse specie di acero, di Sorbo Montano e Cerro. Sparsi nelle numerosi valli si trovano numerosi salici, pioppi, ginepri e la particolare Sesleria Appenninica. Nel sottobosco spiccano la rosa selvatica, i biancospini, i prignoli, i ginepri, le genziane ed una specie esclusiva del Sirente: il Geum Heterocarpum.
Anche il Velino non è da meno diventato l'habitat della Pulsatilla Alpina, denominata il "Fiore del Vento" normalmente osservata oltre i 2.000 metri di altezza sui prati a ridosso di ghiaioni e nevai. Abbondanti i frutti di bosco quali fragole, more, lamponi, ribes, uva spina. Da non dimenticare i funghi diffusi in tutto il parco ed in particolare, per il Sirente va sottolineata la presenza nei querceti termofili del tartufo nero che, in particolare per l'Alta valle dell'Aterno, rappresenta un'importante risorsa economica. Infine, lo zafferano, coltura tipica dell'area di Fagnano e Tione.

La Fauna

Come avviene per la flora, anche la fauna si avvale della vasta diversità ambientale ospitando una quantità davvero numerosa di animali. Ad oggi, nel Parco, risultano censite 216 Specie Vertebrati, 149 Uccelli, 43 Mammiferi, 13 Rettili e 11 Anfibi (fonte Wikipedia).
Nel parco vivono specie a rischio di estinzione. Un incontro interessante, quanto fortunato è quello con gli Orsi Marsicani presenti con 3-5 esemplari e sulla cui conservazione il Parco è impegnato da circa un decennio. All'Orso Marsicano si affianca il Lupo Appenninico, l'Aquila Reale, il Grifone, reintrodotto dal Corpo Forestale dello Stato, il Picchio Dorsobianco e l'Astore.
Grazie al particolare habitat che offre il parco, con pareti rupestri e falesie, nidificano anche il Falco Pellegrino, il Gufo Reale, il Gracchio Alpino e il rarissimo Lanario. Altre specie rarissime ancora presenti nell'area protetta sono la Lepre Italica e la Rosalia Alpina, un coloratissimo coleottero presente nei boschi di faggio. Da qualche anno inoltre è in atto la reintroduzione del Camoscio Appenninico.
Fra i mammiferi, oltre all'Orso Marsicano ed al Lupo Appenninico sono presenti: il Gatto Selvatico, la Martora, il Cervo, il Capriolo, l'Istrice, il Ghiro, la Volpe, la Faina e la Donnola.
Fra gli uccelli ricordiamo anche: il Martin Pescatore, il Gracchio Corallino, lo Sparviero, il Corvo Imperiale, il Picchio Muraiolo, il Picchio Verde, il Fringuello Alpino, la Coturnice, l'Averla Piccola, la Tottavilla e la Poiana.
Fra i rettili sono presenti, oltre alla rarissima Vipera Orsini, il Cervone, la Natrice, il Biacco.
Fra gli anfibi sono segnalate la Salamandra Appenninica, la Salamandrina dagli Occhiali, il Tritone Appenninico, la Rana Rossa Appenninica, la Raganella Italica.

Documenti

Manuali e Itinerari Descrizione Gruppo Velino Sirente
Manuali e Itinerari Carta Topografica:
Miniera di Bauxite - Rifugio Sebastiani
Manuali e Itinerari Itinerario CAI 1C:
Miniera di Bauxite - Rifugio Sebastiani
Manuali e Itinerari Altimetria Itinerario CAI 1C:
Miniera di Bauxite - Rifugio Sebastiani