Piano di Pezza
Approfondimenti
In questa pagina abbiamo voluto riportare una serie di informazioni e di documenti inerenti il territorio circostante Piano di Pezza
con con alcuni approfondimenti relativi a Cimata di Pezza e Cimata di Puzzillo. Flora, fauna, cenni storici, itinerari e tanto altro
per saperne sempre qualcosa in più.
Molti dei temi trattati sono consultabili anche nella pagina degli Approfondimenti del Rifugio Sebastiani e Cimata di Puzzillo e Costone Orientale
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Collegamenti
Parco Naturale Sirente Velino: Piano di Pezza
Sito Ufficiale Rifugio Vincenzo Sebastiani
Parks.it - Parco Naturale Regionale Sirente-Velino
Wikipedia - Parco regionale naturale del Sirente - Velino
I Geositi del Parco Naturale Regionale Sirente Velino
Sito Ufficiale Rifugio Vincenzo Sebastiani
Parks.it - Parco Naturale Regionale Sirente-Velino
Wikipedia - Parco regionale naturale del Sirente - Velino
I Geositi del Parco Naturale Regionale Sirente Velino
Il Territorio
Il territorio del Parco Regionale Sirente Velino, di cui fa parte Piano di Pezza, si contraddistingue per accogliere
diversi tipi di ambienti, da quello montano a quello di media montagna e da quello collinare a quello fluviale oscillando
l'altitudine dai 2.400 metri ai 600 metri.
Morfologicamente, il territorio si presenta suddiviso in tre grandi zone ciascuna caratterizzata da particolari aspetti:
La Valle dell'Aterno e la Valle Subequana, dove la fa da padrone il fiume Aterno che scorre tra pareti rocciose, è caratterizzata da una straordinaria presenza di beni storici, artistici, architettonici e archeologici. Il paesaggio fluviale, che a tratti si sovrappone a quello agricolo, è contraddistinto da boschi di pioppi neri e salici.
L'Altopiano delle Rocche, di origine carsica, testimonia la presenza di antichi ghiacciai. Sono presenti in questa zona boschi di faggio con pascoli e prati che a primavera si colorano di fiori di narciso. Pareti verticali, imponenti e dolomitiche, connotano i profondi canaloni che solcano il Monte Sirente.
La Marsica Settentrionale è desolata e brulla con frequenti affioramenti rocciosi. Il territorio è solcato da profonde incisioni di origine glaciale, come le Gole di Celano, la Val di Teve e la Valle Majelama, che custodiscono immutati luoghi impervi e segreti, ricchi di specie floristiche rare ed endemiche.
Piano di Pezza è un'ampia vallata di origine carsica, accessibile da Rocca di Mezzo e da Rovere. Sono presenti piste che si snodano su uno dei più suggestivi e integri altopiani del Parco Sirente Velino e raggiungono le faggete centenarie di Valle Cerchiata. Nel territorio della frazione di Piano di Pezza si possono fare incantevoli escursioni in quell'autentico paradiso naturale rappresentato dai luoghi ed è meta turistica molto apprezzata anche da fuori regione. La zona è ricca di straordinaria varietà di flora e di fauna grazie anche ad un attenta tutela per il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
Come esempio di morfologie montane si osserva che i piani altitudinali superiori del massiccio del Velino sono caratterizzati dalla grande diffusione di forme glaciali e periglaciali. Piano di Pezza, così come la Valle di Teve, la Valle Majelama e i monti della Magnola conservano alcune tra le più belle testimonianze del glacialismo quaternario nell’Appennino. Negli anni passati è persistito uno sfruttamento minerario delle bauxiti per l’estrazione dell’alluminio. Nell’area del parco, sono disseminate tutta una serie di cave a fossa o saggi che potrebbero essere sfruttate per aumetnare il richiamo turistico. Si potrebbero ad esempio creare sentieri che andrebbero a toccare le miniere più caratteristiche come quelle presenti a Campo Felice a Piano di Pezza e che potrebbero oltretutto essere bonificate soprattutto quelle utilizzate come discariche.
Morfologicamente, il territorio si presenta suddiviso in tre grandi zone ciascuna caratterizzata da particolari aspetti:
La Valle dell'Aterno e la Valle Subequana, dove la fa da padrone il fiume Aterno che scorre tra pareti rocciose, è caratterizzata da una straordinaria presenza di beni storici, artistici, architettonici e archeologici. Il paesaggio fluviale, che a tratti si sovrappone a quello agricolo, è contraddistinto da boschi di pioppi neri e salici.
L'Altopiano delle Rocche, di origine carsica, testimonia la presenza di antichi ghiacciai. Sono presenti in questa zona boschi di faggio con pascoli e prati che a primavera si colorano di fiori di narciso. Pareti verticali, imponenti e dolomitiche, connotano i profondi canaloni che solcano il Monte Sirente.
La Marsica Settentrionale è desolata e brulla con frequenti affioramenti rocciosi. Il territorio è solcato da profonde incisioni di origine glaciale, come le Gole di Celano, la Val di Teve e la Valle Majelama, che custodiscono immutati luoghi impervi e segreti, ricchi di specie floristiche rare ed endemiche.
Piano di Pezza è un'ampia vallata di origine carsica, accessibile da Rocca di Mezzo e da Rovere. Sono presenti piste che si snodano su uno dei più suggestivi e integri altopiani del Parco Sirente Velino e raggiungono le faggete centenarie di Valle Cerchiata. Nel territorio della frazione di Piano di Pezza si possono fare incantevoli escursioni in quell'autentico paradiso naturale rappresentato dai luoghi ed è meta turistica molto apprezzata anche da fuori regione. La zona è ricca di straordinaria varietà di flora e di fauna grazie anche ad un attenta tutela per il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
Come esempio di morfologie montane si osserva che i piani altitudinali superiori del massiccio del Velino sono caratterizzati dalla grande diffusione di forme glaciali e periglaciali. Piano di Pezza, così come la Valle di Teve, la Valle Majelama e i monti della Magnola conservano alcune tra le più belle testimonianze del glacialismo quaternario nell’Appennino. Negli anni passati è persistito uno sfruttamento minerario delle bauxiti per l’estrazione dell’alluminio. Nell’area del parco, sono disseminate tutta una serie di cave a fossa o saggi che potrebbero essere sfruttate per aumetnare il richiamo turistico. Si potrebbero ad esempio creare sentieri che andrebbero a toccare le miniere più caratteristiche come quelle presenti a Campo Felice a Piano di Pezza e che potrebbero oltretutto essere bonificate soprattutto quelle utilizzate come discariche.
La Flora
Il Parco Sirente Velino costituisce un bell'esempio di biodiversità floristica: 1.570 le specie sino ad oggi censite,
raggruppate in 516 geni e 102 famiglie.
Tra queste ce ne sono alcune estremamente rare come l'Astragalus Aquilanus presente unicamente in alcune aree montane
abruzzesi e l'Adonis Distorta presente unicamente in alcune aree dell'Appennino centrale. Di rilevanza scientifica,
la flora annovera specie mai segnalate prima sul massiccio del Velino come la Nigritella Widderi, l'Orchis Spitzelii
e la Peonia Officinalis. Va ricordata anche la presenza di relitti della vegetazione di epoca glaciale come: la
Saxifraga Marginata, il Ranunculus Brevifolius, l'Adoniele Curvata ed il Papavero Pireneo. Di notevole intensità
la presenza di orchidee, narcisi, peonie e la viola eugeniae.
La numerosa biodiversità floristica è dovuta alla grande varietà di ambienti che caratterizzano il territorio, la varietà di esposizioni, alla morfologia movimentata del territorio, al forte gradiente altitudinale (dai 400-600 metri lungo la Valle dell'Aterno, alla quota massima di 2.486 metri). La vegetazione presente sulle pendici del Sirente è costituita in prevalenza da boschi di faggio lungo il versante nord che si estendono per circa 12 km. Altra pianta rara che costituisce un relitto glaciale è la Betulla, pianta nordica per eccellenza, presente sia nel Sirente che nel Velino.
Mentre a quote più basse, al di sotto dei 1500 mt, si trovano boschi misti di latifoglie con prevalenza di Roverella, Carpino Nero e diverse specie di acero, di Sorbo Montano e Cerro. Sparsi nelle numerosi valli si trovano numerosi salici, pioppi, ginepri e la particolare Sesleria Appenninica. Nel sottobosco spiccano la rosa selvatica, i biancospini, i prignoli, i ginepri, le genziane ed una specie esclusiva del Sirente: il Geum Heterocarpum.
Anche il Velino non è da meno diventato l'habitat della Pulsatilla Alpina, denominata il "Fiore del Vento" normalmente osservata oltre i 2.000 metri di altezza sui prati a ridosso di ghiaioni e nevai. Abbondanti i frutti di bosco quali fragole, more, lamponi, ribes, uva spina. Da non dimenticare i funghi diffusi in tutto il parco ed in particolare, per il Sirente va sottolineata la presenza nei querceti termofili del tartufo nero che, in particolare per l'Alta valle dell'Aterno, rappresenta un'importante risorsa economica. Infine, lo zafferano, coltura tipica dell'area di Fagnano e Tione.
La numerosa biodiversità floristica è dovuta alla grande varietà di ambienti che caratterizzano il territorio, la varietà di esposizioni, alla morfologia movimentata del territorio, al forte gradiente altitudinale (dai 400-600 metri lungo la Valle dell'Aterno, alla quota massima di 2.486 metri). La vegetazione presente sulle pendici del Sirente è costituita in prevalenza da boschi di faggio lungo il versante nord che si estendono per circa 12 km. Altra pianta rara che costituisce un relitto glaciale è la Betulla, pianta nordica per eccellenza, presente sia nel Sirente che nel Velino.
Mentre a quote più basse, al di sotto dei 1500 mt, si trovano boschi misti di latifoglie con prevalenza di Roverella, Carpino Nero e diverse specie di acero, di Sorbo Montano e Cerro. Sparsi nelle numerosi valli si trovano numerosi salici, pioppi, ginepri e la particolare Sesleria Appenninica. Nel sottobosco spiccano la rosa selvatica, i biancospini, i prignoli, i ginepri, le genziane ed una specie esclusiva del Sirente: il Geum Heterocarpum.
Anche il Velino non è da meno diventato l'habitat della Pulsatilla Alpina, denominata il "Fiore del Vento" normalmente osservata oltre i 2.000 metri di altezza sui prati a ridosso di ghiaioni e nevai. Abbondanti i frutti di bosco quali fragole, more, lamponi, ribes, uva spina. Da non dimenticare i funghi diffusi in tutto il parco ed in particolare, per il Sirente va sottolineata la presenza nei querceti termofili del tartufo nero che, in particolare per l'Alta valle dell'Aterno, rappresenta un'importante risorsa economica. Infine, lo zafferano, coltura tipica dell'area di Fagnano e Tione.
La Fauna
Come avviene per la flora, anche la fauna si avvale della vasta diversità ambientale ospitando una quantità davvero numerosa
di animali. Ad oggi, nel Parco, risultano censite 216 Specie Vertebrati, 149 Uccelli, 43 Mammiferi, 13 Rettili e 11 Anfibi
(fonte Wikipedia).
Nel parco vivono specie a rischio di estinzione. Un incontro interessante, quanto fortunato è quello con gli Orsi Marsicani presenti con 3-5 esemplari e sulla cui conservazione il Parco è impegnato da circa un decennio. All'Orso Marsicano si affianca il Lupo Appenninico, l'Aquila Reale, il Grifone, reintrodotto dal Corpo Forestale dello Stato, il Picchio Dorsobianco e l'Astore.
Grazie al particolare habitat che offre il parco, con pareti rupestri e falesie, nidificano anche il Falco Pellegrino, il Gufo Reale, il Gracchio Alpino e il rarissimo Lanario. Altre specie rarissime ancora presenti nell'area protetta sono la Lepre Italica e la Rosalia Alpina, un coloratissimo coleottero presente nei boschi di faggio. Da qualche anno inoltre è in atto la reintroduzione del Camoscio Appenninico.
Fra i mammiferi, oltre all'Orso Marsicano ed al Lupo Appenninico sono presenti: il Gatto Selvatico, la Martora, il Cervo, il Capriolo, l'Istrice, il Ghiro, la Volpe, la Faina e la Donnola.
Fra gli uccelli ricordiamo anche: il Martin Pescatore, il Gracchio Corallino, lo Sparviero, il Corvo Imperiale, il Picchio Muraiolo, il Picchio Verde, il Fringuello Alpino, la Coturnice, l'Averla Piccola, la Tottavilla e la Poiana.
Fra i rettili sono presenti, oltre alla rarissima Vipera Orsini, il Cervone, la Natrice, il Biacco.
Fra gli anfibi sono segnalate la Salamandra Appenninica, la Salamandrina dagli Occhiali, il Tritone Appenninico, la Rana Rossa Appenninica, la Raganella Italica.
Nel parco vivono specie a rischio di estinzione. Un incontro interessante, quanto fortunato è quello con gli Orsi Marsicani presenti con 3-5 esemplari e sulla cui conservazione il Parco è impegnato da circa un decennio. All'Orso Marsicano si affianca il Lupo Appenninico, l'Aquila Reale, il Grifone, reintrodotto dal Corpo Forestale dello Stato, il Picchio Dorsobianco e l'Astore.
Grazie al particolare habitat che offre il parco, con pareti rupestri e falesie, nidificano anche il Falco Pellegrino, il Gufo Reale, il Gracchio Alpino e il rarissimo Lanario. Altre specie rarissime ancora presenti nell'area protetta sono la Lepre Italica e la Rosalia Alpina, un coloratissimo coleottero presente nei boschi di faggio. Da qualche anno inoltre è in atto la reintroduzione del Camoscio Appenninico.
Fra i mammiferi, oltre all'Orso Marsicano ed al Lupo Appenninico sono presenti: il Gatto Selvatico, la Martora, il Cervo, il Capriolo, l'Istrice, il Ghiro, la Volpe, la Faina e la Donnola.
Fra gli uccelli ricordiamo anche: il Martin Pescatore, il Gracchio Corallino, lo Sparviero, il Corvo Imperiale, il Picchio Muraiolo, il Picchio Verde, il Fringuello Alpino, la Coturnice, l'Averla Piccola, la Tottavilla e la Poiana.
Fra i rettili sono presenti, oltre alla rarissima Vipera Orsini, il Cervone, la Natrice, il Biacco.
Fra gli anfibi sono segnalate la Salamandra Appenninica, la Salamandrina dagli Occhiali, il Tritone Appenninico, la Rana Rossa Appenninica, la Raganella Italica.
Dati Cimata di Puzzillo, Cimata di Pezza e Capo Pezza
| Cima | Altitudine | Distanza dal Rif. Sebastiani | Difficoltà | Dislivello | Percorso |
| Cimata di Puzzillo | 2140 m. | 520 ca | EE | 100 m. ca | 1B |
| Costone Orientale | 2132 m. | 1250 ca | EE | 136 m. ca | 1B |
| Capo Pezza | 1535 m. | 2840 ca | E | 570 m. ca | 1-1A |

















































