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Campo Felice - Rifugio Sebastiani

Il Racconto - Approfondimenti - Consigli

Il Racconto

Questo è stato un itinerario che già da tempo volevo fare. La destinazione è sempre la stessa, il mitico rifugio Sebastiani ma questa volta lo abbiamo raggiunto partendo dagli impianti sciistici di Campo Felice, raggiungedo Cimata di Pezza e Cimata di Puzzillo. Ecco come sono andate le cose...

Il Viaggio

Dopo la solita colazione nell’area di servizio Civita Sud, che alle 7:10 era stata invasa da una miriade di pellegrini ultra settantenni ancora assonnati, forse anche mezzi rincoglioniti e diretti chissà dove, siamo arrivati al parcheggio degli impianti di risalita di Campo Felice alle 8:15 circa, il tempo necessario per prepararci e alle 8:24 abbiano iniziato la nostra escursione diretti verso il rifugio Sebastiani.

Gli impianti di risalita

Appena partiti, un cane del posto ci si è avvicinato e dopo averci annusato un pochino (nonostante tutto è sopravvissuto) e averci girato un po' intorno, ci ha seguiti passo passo. Sarà il nostro fedele compagno per tutto il tragitto. Il primo tratto ha riguardato l’ascesa degli impianti di risalita da quota 1.513 metri a circa 1.900 metri dove, arrivati in cresta, si trova il bivio per Monte Rotondo (2.062 m). Superate le ultime casette degli impianti, si segue lo stradone sterrato puntando dritti verso le cime che ci si trovano di fronte fino ad arrivare ad un laghetto a quota 1.660 circa. Da qui, il sentiero ufficialmente prosegue sulla sinistra del lago ma, dopo esserci fatti un giretto su un caterpillar che stava parcheggiat li, abbiamo non proprio saggiamente deciso di proseguire sulla destra dove la stradina si congiunge con una delle piste degli impianti. Ovviamente è molto più ripida del sentiero che avremmo dovuto prendere e il terreno è ricoperto di ciottoli di varie dimensioni. Al termine della pista si riprende il sentiero originale attraverso il quale, percorsi circa 700 metri si arriva in cresta presso il fatidico bivio.

La Cresta

Da qui il panorama è molto bello perché si ha una visuale mozzafiato a 360°. Si ha la possibilità di vedere da una parte Campo Felice e dall’altra Piano di Pezza, poi Monte Rotondo, Serralunga, Monte Cefalone da un lato e Punta Trento e Trieste, Costa Cerasole, Costone della Cerasa dall’altro con la punta del Velino che svetta da lontano. Credevo che il percorso fatto fino a quel momento fosse quello più faticoso ma presto mi sarei dovuto ricredere. Proseguendo in direzione ovest, superata l'ultima seggiovia, si giunge facilmente presso Colle del Nibbio (1.914 m). Il percorso è semplice e lineare e non presenta particolari difficoltà. Dopo esserci fermati qualche minuto a rimirare il paesaggio che ci circondava abbiamo continuato la nostra passeggiata verso Punta dell'Azzocchio (1.992 m) e da qui le cose cominciano a farsi un po' più difficili. Infatti la salita non è costante ma, essendo "cime" vere e proprie, l'itinerario si presenza come un saliscendi continuo che, seppur potesse sembrare facile in discesa, in realtà è uno sforzo continuo per le gambe che, se in salita devono spingere in modo assiduo, in discesa devono frenare costantemente. Arrivati su Punta dell'Azzocchio ci si rende conto che pian piano che si avanza verso la meta tutto ciò che ci circonda si abbassa vorticosamente e costantemente sotto di noi. E più si sale più è meraviglioso perdersi in incredibili panorami dove immense valli distese al sole vengono spezzate da alte e incontrastate catene montuose. La vista da quassù ripaga non poco gli sforzi a cui siamo soggetti.

Cimata di Pezza e Cimata di Puzzillo

Lasciandoci alle spalle Punta dell'Azzocchio si prosegue verso Cimata di Pezza (2.132 m). Da qui si passa per la parte più difficile del percorso. Si affrontano una serie di saliscendi che terminano verso le cime più alte mettendoci a dura prova. Il sentiero non è molto delineato ma si segue facilmente la cresta delle montagne dirigendosi verso il punto più alto. Raggiunta Cimata di Pezza ci siamo ritagliati buoni dieci minuti di relax per mangiare qualcosina e bere un po’ d’acqua. Il fedele cagnolino sempre con noi, il vento che fischiava tra le valli e le montagne e noi, sdraiati per terra a coccolarci nel caldo massaggio del sole con il mondo ai nostri piedi. Brevi ma indimenticabili sensazioni che solo la montagna ci regala. Il tratto mancante per Cimata di Puzzillo (2.140 m) è l’ultimo tratto “spezza-gambe”. Si scende infatti notevolmente da Cimata di Pezza e si risale vorticosamente verso l’ultima cima dove un palo di legno è circondato dalle bandierine di preghiere tibetane. Dalla Cimata di Puzzillo al Sebastiani l’itinerario diventa roccioso e l’unico modo per raggiungere Colletto di Pezza (2.102 m) è saltellare da un macigno ad un altro fino a scendere verso il riprendere del sentiero normale.

Sebastiani e Ritorno

Dopo esserci rifocillati e riposati un bel po’ presso il Sebastiani dopo aver messo a stendere le magliette sudate ed esserci sfilati gli scarponi per far prendere un po’ di aria fresca ai piedi, siamo ripartiti in direzione di Campo Felice passando per la Valle del Puzzillo per poi riprendere la strada sterrata che porta al rifugio Alantino. Per evitare di fare un giro troppo lungo, poche centinaia di metri dopo la miniera di bauxite, abbiamo svoltato a destra in località Macchia Rotonda, attraversata la piana de I Cento Monti, caratterizzata da un soffice manto erboso e collinette ondulanti e, sotto una pioggerellina costante e battente per via del vento, abbiamo completato l’anello raggiungendo il parcheggio degli impianti sciistici non prima di aver attraversato il Laghetto di Campo Felice ed essere sopravvissuti ad un branco di cani pastori che ci invitavano, non proprio in modo gentile, a girare alla larga dal loro ovile.

Foto Panoramiche