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Croce del Monte Crivo

Il Racconto - Approfondimenti - Consigli

Approfondimenti

In questa pagina abbiamo voluto riportare una serie di informazioni e di documenti inerenti il territorio circostante il Monte Crivo. Flora, fauna, cenni storici, itinerari e tanto altro per saperne sempre qualcosa in più.

Collegamenti

Regione Basilicata
Comune di Maratea
Comune di Trecchina
Rete Natura 2000 della Basilicata

Il Territorio

Il monte Crivo fa parte di una catena di montagne rivolte verso l’appennino lucano e caratterizzate da versanti ripidi che dal mare si elevano fino ad oltre i 1500 metri come il monte Coccovello. Il monte Crivo è contraddistinto da tre cime delle quali la più alta raggiunge i 1.277 metri, quella centrale con la croce 1.120 metri mentre quella più bassa si aggira intorno ai 1.088 metri ed è conosciuta anche con il nome Monte Crive. La croce che si trova sulla cima di mezzo è realizzata in ferro battuto e, a differenza di quanto si creda, fu posta alla fine degli anni sessanta mentre quella che era al posto del Cristo, realizzata in cemento, fu spostata su un cocuzzolo vicino al cimitero nel 1964. Fra il 2014 e il 2015 è stato inoltre costruito una altare in pietra ai piedi della croce.
Ai piedi della montagna, sul versante di Maratea, si apre una faglia che, con un fenomeno conosciuto con il nome di sackung, crea una lenta e costante frana che fa scivolare lentamente la valle sottostante verso il mare. Con sackung si intende quel fenomeno geologico che riguarda la deformazione gravitativa di un versante caratterizzata dall’insaccamento della parte superiore del versante e dalla protrusione di quella inferiore. Una delle cause è l'esistenza di una condizione di debolezza strutturale intrinseche al materiale roccioso e dalla storia geotettonica locale e regionale.
Buona parte del territorio della Regione Basilicata è considerato il più bell'esempio di ambiente carsico che comprende tre domini della catena Appenninica meridionale composta dalla Catena s.s., l'Avanfossa bradanica e l'Avampaese Apulo. Tutta l'area risulta molto complessa da un punto di vista geologico, perchè è composta da formazioni di natura molto differenti fra loro. Nella parte occidentale si hanno massicci carbonatici dell'alta val d'Agri, mentre verso oriente affiorano i terreni calcarei e silicei di mare profondo relativi al dominio lagonegrese.

La Flora


La macchia mediterranea della fascia costiera tra Sapri e il fiume Noce, occupata da Maratea e dalle sue frazioni, è di particolare interesse perchè è composta da lienamenti geomorfologici, idrogeologici e bioclimatici unici. Questo comporta la presenza di un ampio ventaglio di specie botaniche che possono trovarsi o verso la costa o verso l'interno montuoso. Inoltre il lavoro di ricerca floristica, effettuato principalmente nello scorso secolo, non è ancora del tutto completo poichè vi sono terrirori da esplorare dettagliatamente.
Oltre alle specie più conuni e prevalenti come il leccio, l'euforbia arborea, il ginepro, l'olivo, il fico e i carrubi possiamo annoverare l'allium flavum, il lotus glaber, il dorycnium rectum, la mercurialis ovata, la lavatera arborea, il cardamine monteluccii e tante altre specie che è possibile vedere nel dcumento pdf "Flora della fascia costiera della Basilicata" poso poco più in basso.

La Fauna

Sull'isola di Santo Ianni, posta quasi al centro della costa marateota, si registra un caso di endemismo animale (fenomeno per cui alcune specie sono esclusive di un dato territorio). Su quest’isolotto infatti vive una lucertola conosciuta con nome di Drago di Santo Janni (Podarcis siculus paulae) che ha una colorazione bruno-azzurra e che vive in una colonia abbastanza numerosa posta al centro dell'isola.
Dando uno sguardo verso l'alto, il cielo solcato da diverse specie di volatili come il Martin pescatore (Alcedo atthis), che ben si adatta alla presenza dell'uomo, il Falco pellegrino (Falco peregrinus) che può raggiungere i 310 km orari in picchiata, le varie specie della famiglia delle Rondini come il Balestruccio (Delichon urbica) e il Rondone eurasiatico (Apus apus), la Civetta (Athene noctua) che pur essendo un uccello notturno è molto vigile anche nel resto della giornata, la Poiana comune (Buteo buteo), il Corvo imperiale (Corvus corax), il Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) con il caratteristico becco appuntito e robusto, il Rigogolo (Oriolus oriolus), l'Assiolo (Otus scops) e la simpatica Upupa (Upupa epops) con l'inconfondibile cresta.
Tra i rettili possiamo annoverare oltre alla vipera comune anche il Cervone (Elaphe quatuorlineata) e l’innocuo Biacco (Hierophis viridiflavus).
E per concludere la nostra lista non possiamo elencare il cinghiale, il coniglio selvatico, la faina, la volpe, la lepre, il tasso, la martora e il riccio.

Documenti

Manuali e Itinerari Caratteristiche Vegetazionali del territorio di Maratea
Manuali e Itinerari Flora della fascia costiera della Basilicata
Manuali e Itinerari Maratea Paesaggio Mediterraneo
Tracciati GPS Tracciato GPS Trecchina - Monte Crivo

Video