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Croce del Monte Crivo

Il Racconto - Approfondimenti - Consigli

Il Racconto

Dopo essere riuscito a convincere mia moglie Lucia senza poche difficoltà, mi passa a prendere mio zio Visente con la macchina alle 16:40 circa anche se l'appuntamento era per le 16:00. Un lasso di tempo ideale per dare una spazzata al parcheggio di fronte casa con il sole a picco, ma andiamo oltre. Presa la Strada Provinciale 3 Tirrena in direzione di Trecchina, poche centinaia di metri prima di entrare nel paese, abbiamo svoltato a destra all'interno del bosco prendendo una stradina in salita, solo inizialmente asfaltata per poi diventare una carrareccia.

Dalla Masseria al Pascolo

Parcheggiata la macchina poco prima di una masseria, accompagnati dagli stonati campanacci delle mucche e dai loro forti muggiti, abbiamo iniziato la nostra escursione equipaggiati con abbigliamento da escursione hi-tech: Scarpe da ginnastica modello "Superga", calzini di cotone, maglietta bianca a maniche corte e uno zaino dell'Invicta anni 90 con dentro tre bottiglie di acqua ghiacciata: Cosa chiedere di più dalla vita?
Superato il tratto iniziale, caratterizzato da una vegetazione boschiva, abbiamo iniziato a salire attraverso un ampio vallone formato dal versante orientale del monte Crivo e il versante occidentale di Serra le Crocette (1.096 m.).
Tutto il paesaggio è sassoso, brullo e a tratti desertico, che si fa fatica a capire cosa possano brucare i cavalli e le mucche sparsi ovunque nei numerosi pascoli intorno. Particolari sono i numerosi e piccoli sentieri che si incontrano lungo il tragitto creati dagli animali stessi che, per loro comodità, "tagliano" il sentiero principale realizzando delle anguste scorciatoie.

La Croce

Dopo circa due chilometri di sentiero, arrivati un’ampia radura caratterizzata da un grande recinto ed una piccola casetta in muratura, abbiamo bruscamente voltato verso destra lasciando il sentiero e proseguendo quasi in linea retta sulla fiancata della montagna. Da qui l'escursione ha cominciato ad essere un po' più difficile perché abbiamo camminato su un itinerario caratterizzato da grosse pietre appuntite e spesso e volentieri scivolose e poco stabili. Camminando su questo crinale della montagna è stato però possibile vedere il panorama della costa iniziale della Calabria, con Praia a Mare, l’Isola di Dino, San Nicola Arcella, Scalea e gli altri paesi della fascia costiera. Dopo un chilometro e mezzo di salita pressoché costante, dopo essere passati per uno stretto cunicolo creato dalle piogge e caratterizzato da un folta vegetazione composta da felce e profumato origano, al contrario delle aree circostanti, siamo finalmente giunti alla croce del monte Crivo a 1.140 metri d’altezza. Il panorama a cui si assiste ripaga ampiamente per gli sforzi fatti per arrivare fino in cima. Un bellissimo balcone naturale che permette alla sguardo di spaziare per tutto intorno. Sulla destra è possibile ammirare il golfo di Policastro con il monte Coccovello e monte La Serra. Al centro il paese di Maratea che si sviluppa nell’anfiteatro naturale creato dalle montagne che la circondano. Sulla sinistra monte San Biagio con la basilica e la statura del Cristo che vista dal monte Crivo sembra piccolissima. Alle nostre spalle Lauria, Nemoli, monte la Spina e monte Zaccana dai quali inizia il Parco Nazionale del Pollino.

Il Ritorno

Il tempo necessario per rifocillarsi un pochino, bere un po' d'accqua, togliere le spine e i sassi dalle scarpe e, dato un ultimo sguardo a quel meraviglioso panorama abbiamo iniziato la discesa costeggiando il percorso che avevamo fatto all'andata.