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Collatia

Il Racconto - Approfondimenti

Approfondimenti

Tutti i documenti e le informazioni presenti in questa pagina sono state raccolte cercando sui vari siti internet. Ringrazio pertanto i proprietari dei relativi siti per il lavoro svolto prima di me e per avermi dato la possibilità di sapere qualche cosa in più sul mio territorio.

Collegamenti e Riferiemtni

Geografia di Strabone
Della lingua de' primi abitatori dell'Italia
Versione "Eneide Libro 6, vv. 756-787" di Virgilio
Studi sui Libri ad edictum di Pomponio
Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma
La Via Collatina

Collatina Antica

La via Collatina è una delle strade più antiche de Lazio e il suo tracciato è rimasto immutato nel tempo.
Nasceva come diramazione della via Tiburtina qualche metro dopo l’uscita dall’arco di Augusto poi integrato nelle mura Aureliane e sostituito successivamente da porta Tiburtina.
Porta Tiburtina
Il primo tratto della via Collatina oggi non esiste più ma servendoci di Google Maps o Bing Maps, possiamo renderci conto del suo percorso visualizzando via degli Apuli e via dei Falisci nel quartiere di San Lorenzo che, a differenza delle altre strade che si intersecano fra di loro realizzando angoli di 90°, queste formano una linea diagonale che volge in direzione della stazione ferroviaria "Scalo S. Lorenzo/Sardi".
Successivamente la Collatina proseguiva dove oggi si trova lo Scalo San Lorenzo, continuava sul percorso di via del Borghetto di Malabarba e seguiva l’attuale tratto ferroviario Roma-Sulmona.
Proseguendo raggiungeva casale Boccaleone con la fontana con la testa di leone, le sorgenti dell’Acqua Virgo all’altezza di via di Salone e raggiungeva Collatia, l’attuale Lunghezza, dopo aver percorso circa 15 km.
Boca di Leone
Dal 19 a.C. in poi, data di inaugurazione dell’acquedotto Virgo (Vergine) voluto da Marco Vipsanio Agrippa, la Collatina venne utilizzata come strada di servizio per la sua manutenzione.
La Collatina Antica presenta poi due diramazioni superata la città di Collatia. La prima porta a sud fino a raggiungere l’antica città di Gabii sulla Prenestina e l’altra si ricongiunge alla Tiburtina in località ponte Lucano nel punto in cui l’Aniene torna sulla sinistra della Tiburtina.

La Storia

Il geografo greco Strabone, vissuto nella città di Amasea tra il 60 a.C. e il 23 d.C., attraverso la sua opera "Geografia" (Libro V, cap.90, ver.20), colloca l'ormai ridimenzionata Collatia tra le città che si trovavano intorno a Roma tra i 30 ai 40 stadi di distanza (1 stadio = 185 metri).
Strabone
Infatti in quel periodo storico le antiche città del Lazio erano ridotte a semplici villaggi o tenute agricole (ville). Nel nostro caso, Collatia ebbe un passato glorioso e rinomato. Era una tra le città più antiche del Lazio, colonia di Alba Longa, viene più volte citata negli scritti riguardanti la storia più antica di Roma soprattutto per quella relativa al regno di Tarquinio Prisco (616 a.C. - 579 a.C.) durante il quale fu conquistata.
Le origini del nome non sono sicure. L’etimologia potrebbe derivare da "collis" (collina) riguardante la configurazione del territorio come indicato anche da Virgilio nel libro VI dell’Eneide al versetto 774: [...] hi Collatinas imponent montibus arces [...] (questi ergeranno sui monti le rocche Collatine).
Un'altra ipotesi è quella che la città fu fondata da Tarquinio il Superbo (535 a.C. al 509 a.C) grazie ad una raccolta (colletta) di fondi "eam ex collata pecunia constituit, unde et Collatia dicta est" (vedi "Vergilii Aeneidos Commentarius") ma in realtà questa dicitura è storicamente errata perché sappiamo con certezza che la città era già esistente ai tempi del padre, Tarquinio Prisco, come confermano gli storici Dionisio e Livio.
E’ quindi più probabile la versione virgiliana che come le altre città di quello stesso periodo storico (Gabii, Fidene, Nomento, ecc…) fosse stata fondata dal re albano Latino Silvio diretto discendete di Enea. Sta di fatto che una delle prime imprese di Tarquinio Prisco fu quella di conquistare Collatia perché aveva un importanza strategica vantaggiosa potendo tenere sotto controllo i Gabini, i Tiburtini e i Sabini.
Tarquinio Prisco Tarquinio Prisco
Tarquinio Prisco lasciò il governo della città al nipote Arunte Tarquinio, rimasto povero alla morte del padre, che da allora assunse il cognome di Collatino. Un altro evento storico importante è quello che coinvolge il figlio di Arunte, Lucio Tarquinio Collatino e la bella moglie Lucrezia. Durante l'assedio della città di Ardea da parte di Tarquinio il Superbo, i figli del re e i nobili si divertivano a tornare di nascosto a Roma per spiare le proprie mogli. Collatino aveva la certezza che nessuna moglie avesse potuto competere con sua moglie Lucrezia sia per pacatezza che per fedeltà. Così portò i nobili, fra cui Sesto Tarquinio, figlio di Tarquinio il Superbo, a spiare Lucrezia di notte e poterono verificare che passava il tempo nell'arte del ricamo. Sesto Tarquinio si invaghì della donna a tal punto che una sera, all'insaputa del marito, andò a Collatia e fu invitato in modo ospitale da Lucrezia che ignorava quali fossero le vere intenzioni.
Durante la notte Sesto Tarquinio, rimasto a dormire nella stanza degli ospiti, colto da estrema passione, decise di armarsi di spada e recarsi nella stanza di Lucrezia. Dopo numerose minacce di morte, Lucrezia cedette e accettò di essere violata.
Lucio Tarquinio Collatino
Dopo la partenza del soddisfatto Sesto, Lucrezia mandò un messaggero al padre Spurio Lucrezio Tricipitino politico romano e al marito ad Ardea chiedendogli di raggiungerla il prima possibile insieme ad un amico fidato perché era successa una cosa grave. Arrivarono dalla donna Spurio Lucrezio insieme al politico militare Publio Valerio, e il marito Collatino insieme a Lucio Giunio Bruto. Giunti che furono i suoi cari, disperata e in lacrime spiegò l'accaduto e si trafisse il petto con un pugnale che nascondeva sotto la veste.
Lucrezia
Il marito Collatino, il padre ed il suo grande amico Lucio Giunio Bruto decisero di vendicarla, guidando una sommossa popolare che cacciò via i Tarquini da Roma. Nacque così la Res Publica romana, i cui primi due consoli furono proprio Lucio Tarquinio Collatino e Lucio Giunio Bruto artefici della cacciata di quello che poi divenne l'ultimo re di Roma: Tarquinio il Superbo.
Suicidio di Lucrezia