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Cimata di Puzzillo e Costone Orientale

Il Racconto - Approfondimenti - Consigli

Il Racconto

"Eravamo quattro amici al bar..." cantava Gino Paoli, ma più che al bar siamo andati diretti al rifugio Sebastiani dopo aver convinto, senza faticare troppo, Pietro e Marco a venire con noi. E' stata una giornata indimenticabile: soleggiata, allegra e spensierata come non succedeva da anni. La montagna serve anche a questo.

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Il Viaggio

L'appuntamento era per le 7:00 sotto casa di Valerio dove, puntuale come un orologio svizzero, c'era Marco con la sua Punto 4x4 unico prototipo creato dalla Fiat proprio per lui (al ritorno a Roma sarebbe stato evidente che c'era qualcosa che non andava). Dopo una deviazione per andare a prendere Pietro in circoscrizione, siamo così partiti per Campo Felice non prima di essere stati deliziati da un piacevole boccale di birra che Pietro aveva personalizzato con i nostri nomi incisi con il drill. Finalmente tutti e quattro a bordo della Punto 4x4, abbiamo trascorso il tragitto affrontando tematiche che da sempre affliggono l'essere umano: il fatiscente colore della moto (bulgara) di Pietro, il clacson della moto di Valerio che quando lo usa genera un suono tipo pernacchietta e la perfetta integrazione del figlio di Marco con i vari compagnetti rumeni, rom, senegalesi, bulgari (quelli che hanno fatto la moto di Pietro) e due o tre italiani rimasti. Fatta la classica colazione all'Autogrill, siamo così giunti a Campo Felice dove, circondati da un aria fresca e genuina, imboccato il selciato che parte dall'albergo Alantino e arriva alla miniera di bauxite, abbiamo iniziato a valutare la Punto 4x4 di Marco: siamo dovuti scendere quattro o cinque volte per paura di dover tornare a Roma con il Cotral. Il problema non era la coppa dell'olio ma "i braccetti delle ruote che sono troppo bassi!!". Questa Punto 4x4 ha qualcosa che non va!

Dalla Miniera al Rifugio Sebastiani

Alle 9:15, messi gli zainetti in spalla e fatta qualche foto, siamo partiti a spron battuto dalla miniera di bauxite per immetterci immediatamente nella faggeta, meravigliosamente decorata con caldi colori autunnali che dipingevano tutto il territorio circostante. La camminata verso il Sebastiani è stata tranquilla e agevole e allietata da allegre e classiche chiacchiere tra amici. A cornice di tutto una bella giornata di sole, un incontro con un grifone che, maestoso, volteggiava sopra di noi e un approfondimento sulla sconosciuta specie dei coleotteri e dei ragni grazie ad un passato da collezionista come Pietro. Immersi nella Valle del Puzzillo dopo un ora e tre quarti di cammino, alle 11:00 avevamo raggiunto il rifugio Vincenzo Sebastiani a 2102 metri di altitudine.

Cimata di Puzzillo

Il tempo di rifocillarci con un po' di cioccolata e un panino, abbiamo deciso di raggiungere la Cimata di Puzzillo. E' una cima che tocca i 2140 metri di altitudine e si trova fra la Valle del Puzzillo e la Valle Cerchiata per poi proseguire cresta cresta verso Cimata di Pezza. La distanza è breve dal rifugio Sebastiani e si può raggiungere la vetta prendendo il sentiero 1B che ha inizio sulla destra del rifugio. Sembra un itinerario facile ma non è adatto a tutti. Lasciati Pietro e Valerio a gozzovigliare fra panini e grappa e in buona compagnia di un cane, appena partiti e scesi ripidamente di una ventina di metri, ecco sbucare improvvisamente una vipera da un cespuglio che, impaurita più di noi, ha visto bene di strisciare velocemente sotto un sasso. Proseguendo e iniziato a salire, abbiamo faticato non poco a districarci e saltellare fra un macigno e l'altro. Anche se ben segnato, lo stretto sentiero brecciolato lascia il posto a grandi massi di pietra incastonati in modo caotico l'uno addosso all'altro lasciando il posto a buchi di varie grandezze dove di tanto in tanto escono fuori cespugli di ginepro. Verso la cima ci siamo imbattuti in un originale dolmen naturale di notevoli dimensioni e che è ben visibile dal rifugio. Con uno strapiombo da una parte e dall'altra, arrivati in cima dopo una ventina di minuti, osservando tutto il panorama intorno a noi ci siamo riposati un po' per poi tornare al rifugio dove Pietro e Valerio ci stavano aspettando per gustare un caldo e gradevole minestrone di riso preparato dai responsabile del rifugio.

Costone Orientale

Dopo aver mangiato, preso un caffè e due giri di ammazza caffè, riposati un po' tanto per sfornare qualche altra fesseria, dopo un ricco massaggio rigenerante a Pietro, abbiamo deciso con Marco di partire per il Costone Orientale che, imperiosa, si erge come un muro sul lato sinistro del rifugio Sebastiani. Con un altezza di 2271 metri di altitudine dista 620 metri dal rifugio. L'itinerario 1A, che poi prosegue verso il Lago della Duchessa, è segnato più volte durante il tragitto ma è possibile raggiungere la cima utilizzando anche percorso alternativi vista la presenza di solchi naturali generati dalle piogge. Il terreno è a tratti roccioso e a tratti composto da piccoli detriti e ciottoli di varie dimensioni che che rendono il percorso scivoloso ma che non ha niente a che vedere con il sentiero che porta alla Cimata di Puzzillo. Arrivati in cima si assiste ad un panorama meraviglioso che attrae inesorabilmente lo sguardo. Sulla destra si può osservare il proseguimento del Costone che giunge fino alla Selletta Solagne non prima di aver passato la Vena Stellante e la Fossa del Puzzillo. Di fronte è possibile osservare il Vallone di Teve fra le Montagne della Duchessa, sulla destra, e monte Rozza sulla sinistra e sotto di noi Capo di Teve con sullo sfondo monte Sevice e il più alto monte Velino. Sulla sinistra, infine, si può ammirare il monte Cafornia con il Bicchero e ancora più a sinistra Punta Trento, Trieste e Colle dell'Orso che si adagiano sulla Valle Cerchiata e Piano di Pezza. Dopo dieci minuti passati ad ammirare questo spettacolo, con un gruppo di corvi imperiali a fare da cornice, messo un sassolino nella croce come ricordo, siamo ridiscesi al rifugio Sebastiani.

Il Ritorno

Tempo cinque minuti per riposarci, abbiamo iniziato la discesa per il ritorno alla miniera di bauxite. Il tempo cominciava a guastarsi a tal punto che proprio alle nostre spalle, dal Costone Orientale si cominciavano ad estendere nubi nere e ricche di pioggia. Di fronte a noi però il sole illuminava tutta la Valle del Puzzillo dandoci la possibilità di apprezzare ancora una volta la faggeta che ricopriva il tratto finale della vale quasi come una coperta. In più abbiamo avuto la fortuna di osservare nuovamente un grifone che dopo aver volteggiato più volte senza mai battere le ali, è poi sparito dietro il Passo della Torricella. Tornati al parcheggio e saliti sulla Punto 4x4 abbiamo quindi fatto ritorno a Roma. Finiva così una giornata indimenticabile che mia auguro possa ripetersi nuovamente in un prossimo futuro.